Visualizzazione post con etichetta pdl. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pdl. Mostra tutti i post

giovedì 24 gennaio 2013

Cavalli di razza e bardotti





Dei tanti parcheggi politici dell’ultim’ora di sicuro la Calabria è quello più abusivo. Come se non bastasse già Rosy Bindi, eletta plebiscitariamente manco fosse nata in Aspromonte nelle scorse primarie democrat, adesso, cioè ieri sera poco prima delle 20, il Piddielle ha calato l’asso di bastoni. Che in gergo locale, da non confondersi, anche se sembrerebbe, con “lato Berlusconi”, significa “metterlo prepotentemente nel lato B”. Scilipoti finalmente ha preso la cittadinanza ultra meridionale. Un vero primato. Roba da porcellum. Porcellum e promesse mantenute. Perché se è vero, com’è vero, che il cosiddetto “responsabile” (o “salva-culi” che di dir si voglia) è riuscito nell’impresa di tenere a galla per qualche altro mese il governo ante-Monti, è altrettanto vero che il tornaconto richiesto per tale gesto è stata senza dubbio la riconferma parlamentare. Anzi, Quirinale.
La notizia di Scilipoti l’Africano in Calabria circolava già dalle prime ore del mattino. I big locali, con in testa il governatùr Giuseppe Scopelliti, hanno improvvisamente messo mano ai telefoni per bestemmiare in faccia ad Angelino Alfano, contestando l’inatteso regalo del loro principale. Addirittura, il cosiddetto “responsabile di fine seconda repubblica”, avrebbe dovuto posizionarsi nella prima piazza regionale, davanti a pezzi da 90 come il mammasantissima Tonino Gentile e l’assessoressimo “rrriggitanu” Antonio Caridi. Poi, finalmente, lo scatto d’orgoglio del popolo oppresso. “Eh no – avranno bisbigliato bestemmiando sottovoce gli scalzati pidiellini – a tutto c’è un limite. Scipilo, Scilito, Scilicomecazzosi chiama no. Almeno si fosse portato la Tommasi, giustu u ndi facimu l’occhji”. Breve riunione del coordinamento, presa di coraggio e via. “Governatùr pensaci tu”. Ed ecco la magia. Alle ore 20 in punto il buon Mimmo viene piazzato in sesta posizione. Utile ancora certo, perché in Calabria, evidentemente, gli Scopelliti and friends hanno certezza scientifica dei loro consensi.
Storie quotidiane di sottomissioni meridionali. Succede così da 150 anni. E pensare che Scopelliti ce l’aveva messa tutta per ridare un filo di dignità e moralità al partito, regalandosi appena qualche giorno fa una Scopelliti buona che, per l’appunto e a dispetto del cognome, non è neanche lontanamente parente. Rosanna, figlia del giudice Antonino Scopelliti ammazzato dalla ‘ndrangheta su ordine di Cosa Nostra nel 1991, è ad honoris cause nelle liste per la Camera al secondo posto. Praticamente con due piedi in Parlamento. Lei, da ingenua inesperta qual è, ha dichiarato felicemente di “voler dare voce alla parte onesta della Calabria ad oggi poco considerata”. E aggiunge, disconoscendo totalmente la sua blindata elezioni, “qualora lo vorranno”.Intanto, per far capire al mondo intero la sua posizione in merito al conflitto di interessi, la Scopelliti buona si licenzia subito dal coordinamento del movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti”.
Ma ritornando all’uomo per tutte le stagioni, ovvero Mimmo “ ‘o responsabile ”, capace in un attimo di offuscare la verginità ritrovata del Pdl calabrese, è davvero troppo facile intuire come lo stesso sia il vero scheletro negli armadi della nascitura Terza Repubblica. Persino più di Dorina Bianchi nota esponente del “PddL” (Partito democratico della Libertà) e nata politicamente per caso nel 2001 all’interno di una lista civetta chiamata niente meno che “Abolizione Scorporo”. Un centro-destra, insomma, che – malgrado alcuni lo pensassero incapace di stupire gli italiani – ha nuovamente stupito il bel Paese, piazzando sul mercato elettorale alcuni personaggi. Più simili a dei bardotti che a dei cavalli di razza.
Angelo De Luca

domenica 20 gennaio 2013

Elezioni, in Calabria il Pdl degli inquisiti candida un simbolo dell’antimafia

 Rosanna Scopelliti, figlia 29enne del giudice ucciso nel 1991, sarà seconda in lista alla Camera dopo il segretario Alfano. E' una delle fondatrici dell'associazione Ammazzateci tutti, ma ha scelto di correre su invito del governatore (indagato) nel partito che ha governato il Comune di Reggio, sciolto per mafia

 di Lucio Musolino



 Elezioni, in Calabria il Pdl degli inquisiti candida un simbolo dell’antimafia

In una Calabria dove il Partito democratico non riesce a trovare lo spazio in lista per i sindaci antimafia e per uno dei più esperti studiosi della ‘ndrangheta come Enzo Ciconte, il governatore Giuseppe Scopelliti cala l’asso e sorprende tutti. Candida Rosanna Scopelliti, figlia del giudice Antonino Scopelliti ucciso nel 1991 alla vigilia del maxi processo a Cosa nostra. Il presidente della Regione e coordinatore calabrese del Popolo della Libertà punta sulla la faccia pulita di Rosanna Scopelliti anche per coprire le contraddizioni sue e del suo partito.
Come lo scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguità mafiose e la gestione economica della sua amministrazione che ha prosciugato le casse di Palazzo San Giorgio portandole a un pre-dissesto.

Ma anche le numerose inchieste della Procura che hanno infilato nel tritacarne giudiziario alcuni “Peppe boys” finiti in manette (come i consiglieri regionali Santi Zappalà, Franco Morelli e Antonio Rappoccio), l’arresto di un altro consigliere comunale, Pino Plutino, che aveva rapporti con le cosche della città dello Stretto, lo scioglimento di una società mista infiltrata dalla famiglia mafiosa Tegano, un’indagine della Dda che ha travolto la municipalizzata di Reggio che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani.
Le liste del Pdl sono ancora blindate e lo saranno fino a domani mattina quando Luciana Scalzi, caposegreteria di Denis Verdini, presenterà a Catanzaro gli elenchi dei candidati in Calabria in cui il nome di Rosanna Scopelliti è al secondo posto, proprio dietro Angelino Alfano. È stata la ragazza di 29 anni a confermare il suo futuro impegno politico: «Ho accettato la proposta fattami in persona dal governatore Giuseppe Scopelliti di candidarmi alla Camera dei Deputati con il Popolo della libertà. Onestamente devo dire che sono veramente grata a chi ha inteso dare voce, attraverso di me, a tutta quella fetta importante della società civile calabrese che purtroppo, troppo spesso, non è stata tenuta nella dovuta considerazione. Spero, se i cittadini lo vorranno, di poter rappresentare al meglio la Calabria onesta in Parlamento. Ringrazio il governatore Scopelliti. Lo ringrazio perché sta intraprendendo un percorso coraggioso per il rinnovamento e la moralità nella politica».
La figlia di Scopelliti, che assieme ad Aldo Pecora ha fondato l’associazione antimafia “Ammazzateci tutti”, non è mai intervenuta sulla decisione del governo Monti di sciogliere il Comune di Reggio. Oggi è candidata dal governatore della Calabria di cui parlano cinque pentiti di ‘ndrangheta, le cui dichiarazioni non hanno però portato alla sua iscrizione nel registro degli indagati per reati di mafia.
Giuseppe Scopelliti è tuttavia imputato per falso e abuso di ufficio nel processo sul “caso Fallara”, che prende il nome dalla dirigente del Comune morta nel dicembre 2010 dopo avere ingerito acido muriatico. Uno dei principali collaboratori di giustizia, Roberto Moio, ha parlato di politica spiegando al pm Giuseppe Lombardo che «la ‘ndrangheta a Reggio vota a destra». Quella stessa destra in cui oggi si candida Rosanna Scopelliti che, alle domande sulla sua candidatura, risponde all’Ansa: «Pare che il mio nome sia in posizione apicale. Per me è un onore ed un onere ancora più grande. Questo significa che l’impegno del governatore Scopelliti e quello del Pdl a voler concretamente accelerare questo percorso virtuoso di cambiamento è dimostrato concretamente nei fatti e non soltanto a parole».
Portato a casa uno dei baluardi dell’antimafia calabrese, il Pdl può riprendere la trattativa per gli altri posti alla Camera e al Senato. A proposito tra i nomi che circolano c’è quello del sindaco Demi Arena (quello dello scioglimento del Comune) che, alla fine potrebbe rinunciare se gli venisse garantito un posto in giunta regionale nel caso di elezione al Senato di Antonio Caridi, l’assessore alle Attività economiche e produttive il cui nome compare, oltre che nei verbali del pentito Giovanbattista Fracapane, anche nelle carte della Dda di Genova che stava indagando sulla cosca Raso-Gullace-Albanese.
Sempre nella giunta regionale calabrese, nelle prossime ore si potrebbe liberare il posto del sottosegretario Alberto Sarra, oggi uomo fidatissimo di Scopelliti. Devastante il concetto che hanno di lui i pm di Milano che riflettendo su personaggio politico Sarra, avevano scritto nell’ordinanza contro la famiglia Lampada legata alla cosca Condello: «Con un simile quadro ci si aspetterebbe che nessuno possa neppure pensare di intraprendere o proseguire una carriera nella gestione della cosa pubblica. Evidentemente si tratta di aspettativa ingenua. Per diversi anni Sarra costituirà uno dei principali punti di riferimento politico per i Lampada».