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venerdì 15 febbraio 2013

Svuotavano società per non pagare erario e creditori

Agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta gli imprenditori Ivano, Giuseppe ed Emiliana Ceravolo e il commercialista Sergio Scalise di Lamezia Terme. Nell’ambito dell’operazione condotta da Procura e GdF eseguito il sequestro di due aziende (valore un milione).

 
Fanalino di coda in tutte le classifiche, ma primo della classe in materia di bancarotta, meglio se fraudolenta. Un “primato” che se da una parte il Vibonese si ritrova sul groppone, dall’altra dà l’idea del lavoro condotto dalla Procura che, con l’ausilio della Guardia di finanza e in stretta sinergia con la Sezione fallimentare del Tribunale, ha già portato a 15 arresti e al sequestro di beni per oltre 7 milioni e mezzo di euro. È stata denominata “Food Service” l’ultima operazione sul tema, conclusasi ieri con l’arresto (domiciliari), per bancarotta fraudolenta, di tre fratelli, imprenditori vibonesi e del loro commercialista di Lamezia Terme. Eseguito inoltre il sequestro preventivo di due aziende del settore ittico e delle quote sociali (in particolare tutti i beni strumentali e i rapporti funzionali all’esercizio dell’im - presa), per un valore di un milione di euro. In pratica i tre imprenditori avrebbero continuato a operare nello stesso settore e con la stessa struttura aziendale della società fallita (la Food Service) che, ma soltanto sulla carta, nel giro di pochi mesi sarebbe stata trasferita a due persone residenti in Piemonte, continuando a essere attiva nel Vibonese con un’altra ragione sociale. Tecnica che avrebbe consentito ai tre fratelli di sottrarre disponibilità finanziarie e altre utilità al concordato fallimentare che, tra l’altro, non ha trovato alcun documento contabile per la ricostruzione del volume d’affari. Operazione che, per gli inquirenti, sarebbe stata condotta con il contributo del commercialista che avrebbe consentito il fittizio trasferimento di quote societarie. In esecuzione della misura cautelare, disposta dal gip Gabriella Lupoli su richiesta del pm Santi Cutroneo, ieri i militari del Nucleo di polizia tributaria e di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza di Vibo Valentia, hanno proceduto all’arresto dei fratelli Ivano Ceravolo, 31 anni, originario di Vibo ma residente a Mira (Venezia); Emiliana Ceravolo, 38 anni residente a Vibo Marina e Giuseppe Ceravolo, 39 anni residente a Longobardi. Ai domiciliari anche Sergio Scalise, 46 anni, commercialista di Lamezia Terme. Indagato per bancarotta fraudolenta anche Domenico Rizzo, 49 anni, originario di Vibo ma residente a Carmagnola (Torino) – il quale si sarebbe ritrovato amministratore della Food Service a sua insaputa – destinatario di un avviso di garanzia. Sono stati invece apposti i sigilli, nell’area industriale di Maierato, alle società “Cerpesca srl” e Cerpesca Ceravolo srl”, mentre il gip non ha accolto la richiesta di sequestro nei confronti della “NordEst surgelati srl” in quanto, seppure controllata da Ivano Ceravolo, «non si è rivelata, allo stato, consistente collettore di beni già di appartenenza della Food Service». Secondo quanto emerso dalle indagini –scattate lo scorso anno e condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria e della Sezione di polizia giudiziaria di Vibo – dalle “ceneri” fallimentari della società Food Service, operante nella produzione e vendita all’in - grosso e al dettaglio di prodotti ittici surgelati o alimentari, sarebbero sorte tout-court altre due società. Dapprima la Cerpesca srl, poi la Cerpesca Ceravolo srl. Società definite «alter ego della fallita » dagli inquirenti per i quali, attraverso la loro costituzione gli imprenditori avrebbero distratto dal patrimonio aziendale beni societari e risorse finanziarie per centinaia di migliaia di euro. In pratica la Food Service srl, dichiarata fallita nell’aprile 2011, sarebbe stata svuotata dei beni con la sottrazione al fisco di 2 milioni. Ammonterebbe invece a 600mila euro il danno ai creditori. A consentire agli inquirenti di scrivere un altro capitolo del complesso tomo sulla bancarotta fraudolenta nel Vibonese, la segnalazione – da parte del giudice della Sezione fallimentare del Tribunale, Fabio Regolo (che da tempo lavora in stretta collaborazione con Procura e Gdf) –di un’ipotetica distrazione di beni dalla procedura concorsuale. Ipotesi investigativa sulla quale si sono concentrate le indagini delle Fiamme gialle, su delega della Procura. I particolari dell’operazione “Food Service” sono stati illustrati ieri a Vibo Valentia dal procuratore Mario Spagnuolo, dal sostituto Cutroneo, dal col. Paolo Valle (comandante della Gdf) e dal ten. Michele Di Nunno, a capo del Nucleo di polizia tributaria.
Marialucia Conistabile

domenica 20 gennaio 2013

L’Udc incassa il colpo e richiama la base all’unità

Il segretario regionale Trematerra rinnova l’invito all’ex assessore Stillitani di ritornare sui suoi passi: lo stimo perchè è una persona leale e onesta. Messa a punto la macchina elettorale che vede in prima linea candidati, amministratori e dirigenti.

L’Udc incassa il 
colpo e richiama 
la base all’unità
Archiviate le dimissioni di Francescantonio Stillitani, che per la mancata candidatura alla Camera, ha restituito la delega di assessore e lasciato l’Udc, il segretario regionale Gino Trematerra ha chiamato a raccolta lo Scudocrociato vibonese per mettere a punto la macchina organizzativa della campagna elettorale che si preannuncia particolarmente difficile. “Morto un papa” se ne fa un altro. Questo l’ha capito il popolo dell’Udc che, galvanizzato dalla presenza di un uomo forte a livello territoriale come il consigliere regionale Ottavio Bruni, si è ricompattato attorno al segretario Trematerra il quale nel suo intervento ha avuto parole di stima e di elogio nei confronti dell’ex compagno di partito che ha scelto di sbattere la porta dopo la mancata candidatura al Parlamento. «Sono molto amareggiato – ha affermato il segretario regionale Trematerra – per la scelta fatta dall’amico Stillitani. Nei suoi confronti nutro da sempre una grande stima perchè lo considero un uomo onesto e leale. Nel corso di questi anni, per quello che ho potuto, lo sempre sostenuto in ogni sua iniziativa politica ed elettorale. Il mio affetto gliel’ho manifestato quando è stato il momento di indicarlo come rappresentante all’interno della giunta Scopelliti. Nei suoi confronti non ho mai mancato. Mi dispiace adesso di non vederlo più tra noi. A mio avviso – ha aggiunto – avrebbe dovuto evitare di fare una scelta così drastica. Penso che la decisione di abbandonare il partito, che ha contribuito a costruire insieme a noi, è stata frettolosa. In politica queste situazioni si possono verificare. Doveva stare insieme a noi per combattere questa battaglia sui valori. Un territorio come quello vibonese aveva bisogno anche e soprattutto di lui. Capisco il suo stato d’animo per questo la nostra porta è sempre aperta. La candidatura per lui non è arrivata perchè è dipeso soprattutto da Roma». Il segretario Trematerra, dopo aver per l’ennesima volta teso la mano all’ex assessore Stillitani, ha serrato i ranghi per parlare di campagna elettorale. «Dobbiamo proseguire la nostra campagna elettorale che ci deve vedere protagonisti. È una battaglia da vincere per cambiare il Paese e portare le istanze della nostra regione sul tavolo del nuovo governo nazionale. Per vincere dobbiamo ritrovare la nostra unità. Ognuno deve portare il proprio contributo». A richiamare all’unità amministratori, iscritti e simpatizzanti dell’Unione di Centro sono intervenuti, ieri mattina, al 501 hotel anche l’on. Roberto Occhiuto e il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico, (entrambi candidati alla Camera), l’assessore regionale Michele Trematerra e Carlo Taccone, (candidati al Senato), Sabrina Caglioti e Ottavio Bruni (anche loro in corsa per la Camera) i quali hanno rimarcato l’importanza della tornata elettorale che vede l’Udc impegnato a rompere il bipolarismo e il duopolio Pdl-Pd. Un forte invito ad impegnarsi ancora di più in questa tornata elettorale è arrivato dall’assessore Trematerra da sempre unito da stretti vincoli di amicizia all’ex assessore Stillitani. «Faremo di tutto – ha evidenziato – per vincere. L’apporto dell’amico Stillitani sarebbe stato ancora più determinante».


http://www.gazzettadelsud.it/news//31168/L-Udc-incassa-il--.html