giovedì 21 febbraio 2013
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sabato 16 febbraio 2013
Un contributo di idee per il territorio briaticese
Intervista ad Angelo Melluso, Presidente dell'Associazione Culturale “Briatico nel Mondo”
di Franco Vallone
Dopo
la pubblicazione della lettera aperta di Domenico Centro sulla questione
Briatico si apre un ampio dibattito che vede protagonisti numerosi cittadini. È
la volta dell'intervento del presidente dell'associazione “Briatico nel Mondo”,
Angelo Melluso, che, da Milano, espone alcune interessanti proposte: “La nostra
volontà è quella di collaborare per
rendere migliore Briatico, non abbiamo alcuna velleità o necessita' diversa da
quella di dare un contributo di idee durante tutto l'anno ed in estate con la
nostra presenza, di arricchire la qualità del tempo delle vacanze con proposte
di eventi culturali, di intrattenimento, sagre di prodotti locali ed altro”.
“Briatico nel mondo” è un'associazione che nasce a Milano nel 2011. Si inizia
incontrandosi a pranzo una domenica ed invitando, con il passa parola altri
amici briaticesi residenti nel Nord dell'Italia. “Ben presto il numero è
cresciuto a dismisura e, alla seconda occasione d'incontro, siamo stati
costretti a chiudere il numero degli invitati a centodieci perché il ristorante
non era sufficientemente capiente”- sottolinea Melluso. “Ovviamente il pranzo è
come quello di una cerimonia, si inizia verso mezzogiorno e ci si lascia verso
le diciotto dopo avere consumato il cibo, dopo aver tagliato la classica torta
con l'icona della torre Rocchetta e dopo aver ballato ascoltando i nostri
musicisti che sono i componenti dell'originale Gruppo folkloristico di Briatico. Le presenze agli incontri sono
garantite da amici che provengono da ogni parte d'Italia, anzi, già dal terzo
incontro, hanno voluto partecipare alcuni amici residenti di Briatico, che,
increduli, sono venuti a verificare il
forte legame che ci univa. Il commento più bello che abbiamo sentito da parte
di tutti è stato “noi qui ci sentiamo più briaticesi di quando siamo a
Briatico, ci riconosciamo, ci salutiamo, passiamo tre-quattro ore a raccontarci
gioie e dolori del passato e del presente, ci confrontiamo su come eravamo e su
come siamo ora, ci scambiamo gli indirizzi, i numeri dei telefonini, ci
risentiamo e poi ci lasciamo con l'impegno di rivederci”. Poi Angelo Melluso
aggiunge: “Noi abbiamo creato comunicazione tra i briaticesi non residenti che
amano Briatico in maniera assoluta ed incondizionata senza altro interesse che
l'amore per la propria terra . Soffriamo quando ritorniamo d'estate e troviamo
una realtà ambientale deludente, poco accogliente, scarsa di iniziative, con
l'unico vero tesoro che sono il mare e le spiagge in uno stato di incuria a
volte penoso. E' triste per noi ritornare dopo avere sognato e decantato agli
altri le bellezze del nostro mare e trovare un'immagine di abbandono, mare e spiagge
sporche, immondizia ovunque e rassegnazione generale”. L'associazione “Briatico nel Mondo” inizia a
porsi domande importanti: “Vi ricordate quando a Briatico Piazza IV Novembre
era piena anche se non c'erano feste? La
gente alla sera usciva solo per la gioia ed il piacere di incontrare gli altri,
sul corso c'era lo struscio fino a notte fonda”. Sono passati i tempi è vero e
le abitudini sono cambiate ovunque, ma nelle limitrofe Pizzo e Tropea le piazze
e le strade sono ancora affollate. “Non poniamo un paragone che sarebbe
perdente in partenza – afferma Melluso - se riferito alla diversità evidente
delle città. Poniamo un quesito alla scarsa partecipazione dei presenti nei
propri luoghi di villeggiatura. Allora abbiamo
pensato: perché non riportiamo i briaticesi in piazza con una manifestazione
del tipo, usciamo tutti questa sera e ceniamo in Piazza?. Facciamo preparare
alle nostre donne le specialità del luogo e ci sediamo tutti assieme per una
sera. Una goccia nel mare, certo ma proviamo a vedere cosa succede.
L’Associazione ormai riconosciuta con atto costitutivo e statuto, legittimata a rappresentare un pezzo di società civile, ha chiesto ed
ottenuto un incontro con la Commissione Straordinaria, ed ha chiesto ed
ottenuto il Patrocinio del Comune di Briatico (non soldi ma adesione) ed i
Commissari sono stati ben contenti di incontrare una associazione propositiva. Nel pomeriggio,
prima della festa, abbiamo presentato l'associazione nella sala consiliare del
Comune con un buon gruppo di promotori e residenti oltre ai rappresentanti
dell'Istituzione comunale. Successivamente abbiamo realizzato la festa, con il
supporto logistico della Parrocchia per la preparazione delle specialità, senza
alcun fine religioso, lo stesso parroco ha ricordato durante la Messa
domenicale quale fosse lo spirito di fratellanza che la nostra proposta portava
ai briaticesi. Un vero, grande successo!
la piazza gremita dalle venti sino alle due del mattino. Una folla di
briaticesi e turisti, ordinati e silenziosi, hanno riempito la piazza e cenato
vicini gli uni agli altri. I locali pubblici affollati e le strade piene di
persone che si muovevano nel centro storico. Al termine della sagra qualche
giovane ha allietato la serata con un karaoke del tutto improvvisato. L'intero
incasso è stato completamente devoluto alla Parrocchia per la
ristrutturazione della chiesa madre e l'associazione si è assunta buona parte
delle spese passive. Veniamo all'oggi. Quando abbiamo ideato il nome Briatico
nel Mondo - sottolinea il presidente Melluso - qualcuno dei fondatori, non
comprendendone il senso estensivo, ha pensato ad un idea megalomane. Il termine
“nel mondo” era per ritrovare e raggiungere on line tutti i briaticesi del
mondo, che sono tanti dall'Europa agli Stati Uniti, dall'Oriente all'America
latina, Canada, Australia ecc. La nostra raccolta si amplia di giorno in giorno. Il nostro sito
web sta crescendo e tra breve sarà ristrutturato con accessi in diretta per
messaggi, dialoghi tra soci, forum a tema, webcam e tante altre iniziative
multimediali. Ciò consentirà a tutto il mondo di rivedere Briatico, la propria
amata Briatico ed averne notizie in tempo reale. Essendo la popolazione non
residente ormai avanti con gli anni dobbiamo far si’ che sempre più' giovani
entrino in contatto con noi e tra loro attraverso il sito, per questo lo
rinnoveremo anche nella forma estetica e viste le carenze informative sulla
zona speriamo di diventare una finestra sempre più' aperta su Briatico per i
briaticesi nel mondo.
Venendo
alle ultime e recenti notizie giornalistiche pubblicate vorremmo esprimere
sostegno ed adesione a tutti i briaticesi residenti che si muovono per un
recupero ed una ripresa positiva del territorio. Non possiamo che essere
d'accordo con gli appelli che provengono da esponenti locali per ridare a Briatico ordine, tranquillità e
serenità, condizione necessaria per consentire alla Città' di riprendere il
cammino verso la normalità”. Per ultimo l'apoteosi dell'immagine della Torre
con la marina di Briatico come desktop dei tablet della Sony commercializzati
in Giappone. Ecco questa immagine ci rende del tutto simile alla realtà di una
Italia artisticamente esaltata all'estero e maltrattata in patria. Perdonateci
il titolo sul nostro sito ma ora Briatico è veramente nel mondo. Siamo
orgogliosi, entusiasti, onorati. Questo è tutto quello che ognuno di noi si
può' sentire, vedendo la propria icona ripresa per motu proprio e senza alcuna
segnalazione. E' lei che ci parla dalla sua granitica forza di rappresentanza e
che resiste nei secoli svettando diritta nel
cielo azzurro del nostro mare. Ci ha regalato ancora una volta la forza
di rialzarci, di sentirci forti e allora facciamolo, prima che si stanchi e
magari si lasci andare. Che non succeda mai ma quel giorno se mai dovesse
arrivare, Briatico subirebbe una perdita maggiore del terremoto del 1783. Per
queste ragioni ed in onore della Torre, Briatico nel Mondo ha approvato la
prossima iniziativa estiva del 2013, che si chiamerà' “Riscopriamo la Marina”.
Una serata dedicata ad una grande festa-incontro all'insegna del mare e dei
suoi prodotti con sagra gastronomica di pesce.Una festa che coinvolgerà in
primis i pescatori con le loro organizzazioni locali e poi un gruppo di
volontari locali che stiamo organizzando per ripulire la Marina e la sua
immagine. Al termine speriamo che ci
siano: musica, balli e canti come succedeva nella marina di qualche decennio
fa, quella che negli anni sessanta - settanta ha fatto sognare tanti giovani
briaticesi e non che scendevano numerosi alla sera a piedi e sotto la luce di
qualche faro improvvisato ballavano nella rotonda sul mare abbracciati e
protetti dalla nostra Torre di Briatico”.
Franco
Vallone
venerdì 15 febbraio 2013
Svuotavano società per non pagare erario e creditori
Agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta gli imprenditori Ivano, Giuseppe ed Emiliana Ceravolo e il commercialista Sergio Scalise di Lamezia Terme. Nell’ambito dell’operazione condotta da Procura e GdF eseguito il sequestro di due aziende (valore un milione).
Fanalino di coda in tutte le classifiche, ma primo della classe in materia di bancarotta, meglio se fraudolenta. Un “primato” che se da una parte il Vibonese si ritrova sul groppone, dall’altra dà l’idea del lavoro condotto dalla Procura che, con l’ausilio della Guardia di finanza e in stretta sinergia con la Sezione fallimentare del Tribunale, ha già portato a 15 arresti e al sequestro di beni per oltre 7 milioni e mezzo di euro. È stata denominata “Food Service” l’ultima operazione sul tema, conclusasi ieri con l’arresto (domiciliari), per bancarotta fraudolenta, di tre fratelli, imprenditori vibonesi e del loro commercialista di Lamezia Terme. Eseguito inoltre il sequestro preventivo di due aziende del settore ittico e delle quote sociali (in particolare tutti i beni strumentali e i rapporti funzionali all’esercizio dell’im - presa), per un valore di un milione di euro. In pratica i tre imprenditori avrebbero continuato a operare nello stesso settore e con la stessa struttura aziendale della società fallita (la Food Service) che, ma soltanto sulla carta, nel giro di pochi mesi sarebbe stata trasferita a due persone residenti in Piemonte, continuando a essere attiva nel Vibonese con un’altra ragione sociale. Tecnica che avrebbe consentito ai tre fratelli di sottrarre disponibilità finanziarie e altre utilità al concordato fallimentare che, tra l’altro, non ha trovato alcun documento contabile per la ricostruzione del volume d’affari. Operazione che, per gli inquirenti, sarebbe stata condotta con il contributo del commercialista che avrebbe consentito il fittizio trasferimento di quote societarie. In esecuzione della misura cautelare, disposta dal gip Gabriella Lupoli su richiesta del pm Santi Cutroneo, ieri i militari del Nucleo di polizia tributaria e di Polizia giudiziaria della Guardia di finanza di Vibo Valentia, hanno proceduto all’arresto dei fratelli Ivano Ceravolo, 31 anni, originario di Vibo ma residente a Mira (Venezia); Emiliana Ceravolo, 38 anni residente a Vibo Marina e Giuseppe Ceravolo, 39 anni residente a Longobardi. Ai domiciliari anche Sergio Scalise, 46 anni, commercialista di Lamezia Terme. Indagato per bancarotta fraudolenta anche Domenico Rizzo, 49 anni, originario di Vibo ma residente a Carmagnola (Torino) – il quale si sarebbe ritrovato amministratore della Food Service a sua insaputa – destinatario di un avviso di garanzia. Sono stati invece apposti i sigilli, nell’area industriale di Maierato, alle società “Cerpesca srl” e Cerpesca Ceravolo srl”, mentre il gip non ha accolto la richiesta di sequestro nei confronti della “NordEst surgelati srl” in quanto, seppure controllata da Ivano Ceravolo, «non si è rivelata, allo stato, consistente collettore di beni già di appartenenza della Food Service». Secondo quanto emerso dalle indagini –scattate lo scorso anno e condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria e della Sezione di polizia giudiziaria di Vibo – dalle “ceneri” fallimentari della società Food Service, operante nella produzione e vendita all’in - grosso e al dettaglio di prodotti ittici surgelati o alimentari, sarebbero sorte tout-court altre due società. Dapprima la Cerpesca srl, poi la Cerpesca Ceravolo srl. Società definite «alter ego della fallita » dagli inquirenti per i quali, attraverso la loro costituzione gli imprenditori avrebbero distratto dal patrimonio aziendale beni societari e risorse finanziarie per centinaia di migliaia di euro. In pratica la Food Service srl, dichiarata fallita nell’aprile 2011, sarebbe stata svuotata dei beni con la sottrazione al fisco di 2 milioni. Ammonterebbe invece a 600mila euro il danno ai creditori. A consentire agli inquirenti di scrivere un altro capitolo del complesso tomo sulla bancarotta fraudolenta nel Vibonese, la segnalazione – da parte del giudice della Sezione fallimentare del Tribunale, Fabio Regolo (che da tempo lavora in stretta collaborazione con Procura e Gdf) –di un’ipotetica distrazione di beni dalla procedura concorsuale. Ipotesi investigativa sulla quale si sono concentrate le indagini delle Fiamme gialle, su delega della Procura. I particolari dell’operazione “Food Service” sono stati illustrati ieri a Vibo Valentia dal procuratore Mario Spagnuolo, dal sostituto Cutroneo, dal col. Paolo Valle (comandante della Gdf) e dal ten. Michele Di Nunno, a capo del Nucleo di polizia tributaria.
Marialucia Conistabile
Faida di Stefanaconi, blitz e arresti in un appartamento di Piscopio
Bloccati per violazione dell’obbligo di dimora Raffaele Moscato e Rosario Battaglia in precedenza indagati per detenzione di arma clandestina.
Sono stati svegliati all’alba. Dormivano in un appartamento di via Regina Elena, a Piscopio, frazione di Vibo Valentia. Non erano armati e non hanno opposto alcuna resistenza. Si sono consegnati tranquillamente agli agenti della Mobile ed ai poliziotti dell’anticrimine, che hanno partecipato alla delicatissima operazione. Raffaele Moscato, 24 anni di Vibo Marina, e Rosario Battaglia, 28 anni, di Vibo Valentia, sono finiti in carcere su ordinanza del gip distrettuale. Nei loro confronti l’accusa di violazione del divieto di dimora a Vibo Valentia e provincia, a cui erano stati sottoposti nell’ottobre scorso. Un aggravio, quindi, della misura che li ha spediti entrambi in carcere. I nominativi di Moscato e Battaglia erano balzati alle cronache in seguito alla sanguinosa faida tra i Patania di Stefanaconi (ormai decimati dai “colpi” inferti della procura distrettuale antimafia di Catanzaro) ed i cosiddetti Piscopisani. Entrambi erano stati arrestati dopo l’omicidio di Francesco Scrugli, avvenuto il 21 marzo dello scorso anno in una palazzina in via dell’Arenile a Vibo Marina. Un agguato al quale erano miracolosamente sfuggiti, anche se rimasti feriti e quindi costretti a ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso. In quel caso, ad incastrarli era stato il rinvenimento di una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, che in seguito alle indagini sviluppate dalla squadra Mobile di Vibo Valentia, è emerso fosse nella loro disponibilità. Moscato e Battaglia sono stati scarcerati per decorrenza dei termini della custodia cau telare (insieme a Rosario Fiorillo, 23 anni, di Piscopio anche lui coinvolto in quella vicenda) a distanza di circa sei mesi. Il provvedimento del gip è stato emesso sulla base di un’istanza presentata dal loro legale di fiducia, l’avvocato Francesco Muzzopappa. Ma in quel provvedimento il giudice aveva imposto il divieto assoluto di dimora a Vibo Valentia e provincia. Non solo per la pericolosità dei soggetti scarcerati, quanto perché ritenuti nel mirino delle cosca rivale. Nonostante ciò nel novembre scorso gli agenti delle Volanti avevano segnalato all’autorità giudiziaria la presenza di Raffaele Moscato in un locale di Vibo e sulla base di ciò il gip distrettuale nel giro di pochi giorni aveva disposto la custodia cautelare in carcere. Moscato, pertanto, veniva ricercato già da qualche mese perché stante il provvedimento cautelare a suo carico veniva a trovarsi in regime di latitanza. E dopo pedinamenti, indagini, controlli a vasto raggio e, forse, qualche soffiata – anche se in tal senso il dirigente della Mobile Antonio Turi, nel corso di un breve incontro con i giornalisti, non ha ritenuto di dover fornire ulteriori particolari – hanno scovato Moscato all’interno di un appartamento a Piscopio. Ma il blitz della polizia scattato all’alba di ieri mattina ha permesso alla Polizia di sorprendere anche Rosario Battaglia. Entrambi dormivano in un appartamento dello zio di quest’ultimo. Il gip informato tempestivamente anche della presenza di Battaglia, nei cui confronti era ancora in vigore il divieto di dimora, ha emesso in pochissimo tempo, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche nei suoi confronti. Nessuna contestazione di reato a carico dei parenti di Battaglia proprietari dell’abitazione dove i due avevano trascorso la notte. Non si esclude, tuttavia, che gli agenti da giorni ormai seguissero le mosse di entrambi, aspettando il momento giusto per fare irruzione nell’appartamento.
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lunedì 11 febbraio 2013
IL MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI AL MONDO
"Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio".
BENEDETTO XVI
#per gentile concessione di Elia Fiorenza
lunedì 4 febbraio 2013
ASP, ARPACAL, SORICAL E BENZENE...
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| Il lago avvelenato dell'Alaco oggi posto sotto sequestro |
Angelo De Luca
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