mercoledì 30 gennaio 2013

Dai fondali oltre 100 Kg di eternit

Oltre duemila metri quadrati di fondali marini antistanti la costa di Pizzo sono stati bonificati dal personale della Capitaneria di porto e dai sommozzatori provenienti da Messina.

I sub della Guardia Costiera hanno prelevato dai fondali oltre cento chili di eternit che sono stati successivamente depositati in contenitori speciali per il successivo smaltimento. Al termine dell'operazione è stata depositata una informativa alla Procura di Vibo Valentia.
"Si tratta di un'attività ambientale di sicuro successo", ha commentato il comandante della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia Marina, Paolo Marzio. "Quando le istituzioni si uniscono - ha aggiunto - per contrastare le illegalità, riescono, come in questo caso, a raggiungere i risultati sperati. Bonificato, grazie a queste operazioni nelle quali sono stati rinvenuti e recuperati altri rifiuti di tipo solido urbano, un tratto di fondale marino che proprio perché vicino a costa, poteva essere pericoloso per la balneazione". "Continueremo ad operare sull'intero Compartimento Marittimo di Vibo Valentia Marina - ha concluso il comandante Marzio - per verificare, accertare e reprimere eventuali inquinamenti dell'eco-sistema marino".
 

La Marina di Briatico icona di Sony e Trony

Sony Xperia tablet Z

 Lo spot pubblicitario che imperversa da tempo sui media lo conoscono tutti: “Trony, non ci sono paragoni”, Trony in effetti è una catena made in Italy di punti vendita di elettrodomestici ed el...ettronica al consumo, con una unica insegna e parametri e qualità costante e condivisa. Oramai, prima di comprare, il potenziale cliente gira per la rete alla ricerca di informazioni dettagliate, di prezzi concorrenziali e sorprese del last minute... Ma la sorpresa deve essere stata ancora più grande per Giuseppe Conocchiella di Briatico che, navigando in internet sui vari motori di ricerca di attrezzature informatiche di ultima generazione, si è visto spuntare, proprio nelle pagine ufficiali di Trony, il nuovissimo tablet della Sony, il modello Xperia Z, che, oggi sul mercato solo per il Giappone, sarà il tablet più sottile al mondo con uno spessore di soli 6,9 mm... Ma la notizia non è questa. A riempire lo schermo del tablet targato Sony una bellissima immagine della Marina di Briatico con tanto di torre di avvistamento “Rocchetta”, mare azzurrissimo e una barca briaticota in primo piano. Lo stupore di Giuseppe Conocchiella per la piacevole scoperta diventa oggi un punto di orgoglio per tutti i cittadini di Briatico, per i tanti pescatori che si ritrovano come luogo di lavoro, di partenza e di approdo, uno dei paesaggi più belli al mondo. La felice scelta di Trony e di Sony ci fa capire e comprendere quanto la città di Briatico, con la sua comunità, debba fare attenzione a tutelare il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale del fantastico territorio calabrese.
Franco Vallone


-Articolo integrale a cura di Franco Vallone su Calabria Ora del 29 gennaio 2013-

lunedì 28 gennaio 2013

MALASANITA' E MALASANTITA': UN CASO VIBONESE





A raccontare le storie di malasanità calabrese si perde solo tempo. In pochi ci credono e in molti vorrebbero lasciare correre. Questa regione, così com’è, deve continuare a vivere di sudditanza. Sudditanza e morti ammazzati. Non solo da lupare e nove per ventuno. L’arma, in altre parti d’Italia della salvezza, qui si può anche chiamare bisturi. E il giogo della sanità, del resto, arricchisce da sempre un sistema a doppio binario: medici dentro, medici fuori. Più tutto l’indotto. Che tradotto significa commistioni tra pubblico e privati, mazzieri della politica e registi della ‘ndrangheta. Infine, lasciati come ultimi tra gli ultimi, a spartirsi briciole di una torta che, da buoni cittadini di questa strana Italia spetterebbe loro per diritto e non per dovere, ci sono i calabresi. Quelli comuni, ovviamente. Quelli che agiscono in virtù delle esigenze e meno delle conoscenze. Quelli che altrimenti non saprebbero dove andare perché stare a Milano o a Bologna costa troppo e poi comunque “s’aju u muru, moru u stessu”. Quelli che in Calabria ci può essere anche della buona sanità e quelli che per un appendicite o una coliciste “un ospedale vale l’altro”. Quelli che, a poco a poco, iniziano infine ad avere paura. Paura persino di operazioni banali. Perché in Calabria, i calabresi senza santi in paradiso e cristi a cui pregare, per queste cose ci sono rimasti secchi. In pochi anni, dice la commissione nazionale “errori sanitari”, 70 accertati e 60 presunti. Un triste record minacciato ancora da patti di stabilità e piani di rientro, da uno politica che guarda troppo a spendere meno per poter mangiare di più. Succede questo. Ed è successo veramente. Federica, ad esempio, è morta a sedici anni. “Signora – avevano detto alla madre prima di anestetizzare la figlia – non si preoccupi. Per noi questa è routine”. Poi il black-out, l’imprevisto. “Un respiratore, veloce” gridava il chirurgo alla sua equipe. Ma quel respiratore non funzionava: la spina era staccata. Attimi. Il tuo corpo è senza ossigeno. Federica oggi sarebbe stata all’università. Sarebbe stata una giornalista, una di quelle che sanno raccontare storie. Come quella della sua vicina di casa un po’ strana. Si, proprio la vecchina del piano superiore che, a seguito di un articolo apparso su un giornalino della scuola, aveva deciso di querelarla per diffamazione. Federica oggi sarebbe stata una ballerina. Perché, forse, era ciò che amava di più insieme alla vita. O magari c’è Maria Luisa, madre di tre figli piccoli e vittima, a sua insaputa, di un errore ancora tutto da stabilire. Le dicevano “li a Villa dei Gerani sanno operare bene. E poi, per una colicisti c’è bisognu a vai a Nova Yorka?” Maria Luisa si fidava. O forse sapeva di non potere stare troppo lontano dai suoi figli. Del resto, il marito lavorava tutto il giorno con gli animali e, per lui, stare dietro a quei marmocchi era peggio che andare all’inferno. A Pantaleone piaceva stare tutto il giorno in mezzo alle campagne da solo con cani, pecore e capre. E Maria Luisa questo lo sapeva. “Tre giorni e lei sarà fuori signora”, le dicevano. Poi l’operazione, il viso giallo, i dolori. Tre giorni diventati sette. “Dovremmo spostare sua moglie a Messina”, informavano il marito. “Che fa, la porta lei in macchina?” Ma Pantaleone non  capiva, stava li a guardare quello stimato chirurgo con gli occhi sgranati. Lui era il luminare, mentre umilmente lui riconosceva la sua posizione socialmente inferiore. “Il medico è lui -ripeteva tra se e se – dunque lui sa che cosa sta facendo”. E nell’attesa di decidere se prendersi in carico la moglie o spingere per un autoambulanza ripeteva “perché mi stanno dicendo questo?” “Non si preoccupi, andiamo a Messina per ulteriori accertamenti”. Ma Messina improvvisamente diventa il calvario. Giovanna, 36 anni e quattro operazioni in dieci giorni, muore al policlinico universitario di Germaneto, stroncata da una pancreatite dovuta alle tante infezioni provocate dalle troppe operazioni avute in due settimane per degli errori ancora da capire e accertare. Storie di malasanità. Storie di malasanità in Calabria. E nessuno parla. E forse neanche paga. 

Angelo De Luca

domenica 27 gennaio 2013

A sei anni dalla scomparsa, per ricordare Federica Monteleone




Federica, morta a 16 anni a seguito di un intervento di appendicite a Vibo



Ricordare Federica. E ricordarla nel migliore dei modi. Fuori la tristezza, dentro l’allegria. L’esempio. L’esempio di una ragazza fermata sul più bello della sua vita, quando le sue passioni crescevano insieme all’impegno e al sacrificio quotidiano. Perché Federica amava ballare e amava scrivere. A passi di danza fino al giorno prima il suo ricovero all’ospedale “Jazzolino” e a colpi di penna su diari e fogli bianchi intrisi di inchiostro rimasto indelebile. E poco importa se nonostante la giovane età Federica aveva già nella bacheca attestazioni accademiche e riconoscimenti al merito. Lei si. Lei avrebbe di sicuro coronato il suo sogno. Così, ieri mattina nell’aula magna del Liceo Scientifico “Berto” di Vibo Valentia, la scuola a lei cara, “la sua – come ha sottolineato mamma coraggio Mary Sorrentino – palestra di vita”, ha voluto regalarle un tributo speciale a sei anni dalla sua scomparsa. Un incontro voluto e sposato sin da subito dalla preside Maria Silvestro, utile per ricordare agli studenti “l’importanza di seguire le proprie passioni”. Proprio come Federica, vittima sacrificale di una terra che dalla sue già tante anomalie è riuscita a svelarne un’altra ancor peggiore. L’appuntamento, iniziato con una serie di balletti della sezione “Federica Monteleone” della scuola di danza “Arabesque” di Vibo Marina, è stato intenso ed emozionante nella sua semplicità. Giovanna Giacco e Sergio Gambino hanno raccontato alla platea l’importanza di “inseguire e coltivare tramite l’impegno giornaliero il piccolo sogno che c’è dentro di noi”. La Giacco, da esperta conoscitrice del mondo dello spettacolo, ha sottolineato la necessità di “prefissarsi innanzitutto degli obiettivi”, prendendo spunto dalla breve, ma significativa, vita della studentessa della “II F”, e “rafforzare giorno per giorno la consapevolezza di potercela fare”. Sergio Gambino, invece, ha voluto concentrare l’attenzione sui problemi del territorio, cercando di insegnare agli studenti l’arte della conoscenza e dell’informazione, perché “è proprio da questi punti che si può creare una rinnovata coscienza collettiva per il cambiamento di questa martoriata regione”. Argomenti, quelli sottolineati da Gambino, che sono poi stati rafforzati dall’intervento finale del naturalista Francesco Bevilacqua, il quale, durante la sua lectio magistralis sull’anima dei non luoghi, ha spiegato con parole e immagini il significato dell’altra Calabria, ovvero di quella terra ancora sconosciuta e vergine. “La Calabria che tutti – ha commentato – dovremmo imparare ad apprezzare e conoscere per carpirne essenza e bellezza”. Degni aggettivi per “sanificare anche la nostra mentre”.

Adèl

giovedì 24 gennaio 2013

I genitori briaticesi scrivono al Prefetto Michele Di Bari

Illustrissimo Prefetto, siamo i genitori degli alunni della scuola elementare e media di Briatico e chiediamo, a gran voce, il suo intervento a tutela dei nostri figli che, da mesi, vivono la quotidianità scolastica in una situazione di allarmante disagio e latente pericolo. Brevemente Le illustriamo le ragioni che ci spingono a rivolgerLe questa accorata richiesta di aiuto cercando di rappresentare le differenti situazioni che, a tutt’oggi, non consentono ai nostri figli di esercitare pienamente i loro diritti di studenti e cittadini.
In seguito a verifiche effettuate dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco e da altri organi preposti, sulla scorta di specifiche segnalazioni da parte di alcuni genitori, con decorrenza 31 ottobre 2012 venivano chiusi i plessi scolastici della scuola primaria di Briatico e della scuola dell’infanzia della frazione S. Costantino “per problemi di sicurezza a causa di una accertata precarietà strutturale”. I bambini di quattro classi delle elementari di Briatico venivano provvisoriamente allocati nei locali della scuola professionale ANAP – siti in località Cocca – mentre i bambini della scuola dell’infanzia venivano spostati nel plesso della frazione S. Leo. In breve tempo, per i bambini di San Costantino si attivava, non senza disagi, il trasferimento nei locali della scuola dell’infanzia della frazione S. Leo mentre per i bambini della scuola elementare iniziava, quella che possiamo definire, un’Odissea. Infatti i danni della struttura di Briatico, di più rilevante e grave entità, determinavano la necessità di prolungare la permanenza dei bambini nei locali messi a disposizione dalla scuola professionale ANAP. I bambini di S. Costantino privati del loro ambiente, con grande sacrificio e difficoltà di natura logistica, hanno dovuto adattarsi alla nuova destinazione che, nonostante grandi limiti,  garantisce la quotidianità scolastica, invece, dai primi di novembre i bambini delle classi I, II, III, e V sono stati collocati nei locali dell’ANAP e hanno iniziato a vivere nel disagio, prima, di aver dovuto condividere i bagni esterni alle aule in promiscuità con gli adolescenti presenti nella struttura ed impegnati nei corsi professionali, ora in balia del freddo, del vento e della pioggia che impediscono loro di uscire e soddisfare le fisiologiche esigenze naturali esponendoli, fra le altre cose, a frequenti sbalzi termici ed al rischio di pericolose cadute.
A questo si aggiungano le continue infiltrazioni di pioggia e la condensa delle aule che mettono a repentaglio la salute dei bambini e degli stessi insegnanti. Agli evidenti disagi, certo, non pongono rimedio i termosifoni, riattivati dopo le rimostranze dei genitori solo a dicembre inoltrato che, malgrado il ripristino, non funzionano con la dovuta continuità nei diversi plessi a causa della precarietà e vetustà degli impianti.
Se la sicurezza e l’incolumità dei bambini delle elementari sono state alla base della decisione della Commissione Prefettizia di chiudere la scuola elementare di Briatico, riteniamo che, ancora oggi sia pure all’interno di un contesto diverso, i rischi per gli alunni permangano in tutta la loro gravità e complessità.
Consideri inoltre che, malgrado la precarietà della situazione logistica, i gravissimi disagi ambientali e la mancanza della mensa, per la quale non è stata ancora istruita la gara di appalto per il corrente anno scolastico, i bambini nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì sono tenuti al rientro pomeridiano e passano l’intera giornata al freddo senza alcuna possibilità, soprattutto quelli delle frazioni, di poter godere di un pasto caldo.
Nel mesi di novembre e di dicembre abbiamo avuto più incontri con la Dirigente Scolastica e con il Commissario Prefettizio; dagli stessi, più volte, è venuta la rassicurazione che si trattava di situazioni di emergenza, sulle quali si stava incessantemente lavorando, ed alle quali si sarebbe celermente posto rimedio avendo individuato nei plessi scolastici delle frazioni di S. Leo e Sciconi le strutture che, con lavori di ripristino di lievissima entità, avrebbero dovuto soddisfare le esigenze della scuola.
Agli incontri  abbiamo dimostrato sempre grande senso di responsabilità, nonostante i grandi disagi patiti dai nostri figlioli, abbiamo compreso le gravi difficoltà in cui versa il nostro comune, in seguito al dichiarato dissesto finanziario,  non abbiamo mai alzato la voce o inscenato clamorose proteste mantenendo il confronto all’interno di una dialettica civile e democratica tuttavia, dopo circa tre mesi, nulla è stato fatto.
Neppure la nostra richiesta di rimodulare in via emergenziale ed eccezionale, fino al ripristino del servizio mensa, l’orario scolastico, allungando la settimana scolastica e riducendo i rientri pomeridiani in attesa dell’avvio della mensa, senza andare ad intaccare il monte-ore della scuola compromettendone gli organici, è stata presa nella dovuta considerazione.
In tal modo i bambini avrebbero potuto evitare di pranzare con il classico panino e, nelle ore pomeridiane, non sarebbero stati esposti alle intemperie ed al pungente freddo delle aule determinato dalla carenza degli impianti di riscaldamento presenti nei diversi plessi. Si tratta di una richiesta che oggi, più dei mesi precedenti, sentiamo legittimamente di dover ribadire.
Un ultima riunione, del 17 gennaio u.s. alla presenza della D.ssa Ingenito (Commissario Prefettizio) e dei rappresentanti della Scuola (Prof.ssa Carnovale), non è andata oltre le generiche promesse e le rituali rassicurazioni.
Nel Consiglio di Istituto del 22 dicembre 2012, dove tali importanti argomenti erano stati per l’ennesima volta portati alla discussione,  il Dirigente scolastico (D.ssa Pileggi) aveva fornito ampie rassicurazioni sul fatto che i bambini delle elementari, al rientro dalla vacanze natalizie, avrebbero iniziato le attività didattiche nel plesso della frazione di S. Leo che, contestualmente, i bambini della scuola dell’infanzia di quel plesso sarebbero stati trasferiti nel plesso di Sciconi e che ciò avrebbe consentito il rientro dei  bambini di S. Costantino nella loro scuola. Invece, nella riunione del 17 gennaio, il Commissario Prefettizia, nel ribadire l’incessante impegno profuso,  sottolineava che i lavori di adeguamento del plesso di S. Leo sarebbero proseguiti con la sistemazione dei bagni e la tinteggiatura dei locali. In sostanza, da quanto detto, emergeva che i disagi per i bambini delle elementari, allocati nell’ANAP, sarebbero proseguiti almeno fino a febbraio inoltrato. Nulla emergeva di concreto rispetto all’attivazione del servizio mensa.
Noi genitori riteniamo che la situazione versi in una fase di perdurante e preoccupante stallo, l’arrivo dell’inverno e del freddo, la mancanza della mensa, le difficoltà di accesso ai servizi igienici per i bambini delle elementari, la mancanza del riscaldamento per la quasi totalità degli alunni, la reiterata mancanza di tempi certi, ci inducono a chiedere un Suo autorevole intervento.
Il 4 novembre scorso, in occasione della Festa dei Caduti e delle Forze Armate, nella Chiesa Matrice di Briatico Lei disse, con profondo senso dello Stato, che per l’affermazione della legalità occorreva l’aiuto responsabile di tutti. Il Commissario Prefettizio sostenne, in quella stessa occasione, la necessità di collaborare per riportare il paese alla normalità.
Nel rivolgerLe questa richiesta dimostriamo di sposare appieno le considerazioni fatte in quell’occasione e Le chiediamo a viva voce, invocando il Suo altissimo ruolo istituzionale di rappresentante dello Stato, di farsi interprete dei nostri sentimenti di accorata preoccupazione e di intercedere nei confronti degli Organi di Governo, che amministrano questa delicata fase del nostro comune, affinché senza esitazioni diano priorità ai bisogni degli alunni della scuola di Briatico ripristinando le ordinarie condizioni di vita scolastica.
Le chiediamo infine, se esigenze di chiarimenti ed approfondimenti inerenti la complessa situazione descritta dovessero rendersi necessari, la disponibilità istituzionale per un incontro cui parteciperebbe una delegazione di genitori rappresentativa di tutte le classi.


I rappresentanti di classe

























Cavalli di razza e bardotti





Dei tanti parcheggi politici dell’ultim’ora di sicuro la Calabria è quello più abusivo. Come se non bastasse già Rosy Bindi, eletta plebiscitariamente manco fosse nata in Aspromonte nelle scorse primarie democrat, adesso, cioè ieri sera poco prima delle 20, il Piddielle ha calato l’asso di bastoni. Che in gergo locale, da non confondersi, anche se sembrerebbe, con “lato Berlusconi”, significa “metterlo prepotentemente nel lato B”. Scilipoti finalmente ha preso la cittadinanza ultra meridionale. Un vero primato. Roba da porcellum. Porcellum e promesse mantenute. Perché se è vero, com’è vero, che il cosiddetto “responsabile” (o “salva-culi” che di dir si voglia) è riuscito nell’impresa di tenere a galla per qualche altro mese il governo ante-Monti, è altrettanto vero che il tornaconto richiesto per tale gesto è stata senza dubbio la riconferma parlamentare. Anzi, Quirinale.
La notizia di Scilipoti l’Africano in Calabria circolava già dalle prime ore del mattino. I big locali, con in testa il governatùr Giuseppe Scopelliti, hanno improvvisamente messo mano ai telefoni per bestemmiare in faccia ad Angelino Alfano, contestando l’inatteso regalo del loro principale. Addirittura, il cosiddetto “responsabile di fine seconda repubblica”, avrebbe dovuto posizionarsi nella prima piazza regionale, davanti a pezzi da 90 come il mammasantissima Tonino Gentile e l’assessoressimo “rrriggitanu” Antonio Caridi. Poi, finalmente, lo scatto d’orgoglio del popolo oppresso. “Eh no – avranno bisbigliato bestemmiando sottovoce gli scalzati pidiellini – a tutto c’è un limite. Scipilo, Scilito, Scilicomecazzosi chiama no. Almeno si fosse portato la Tommasi, giustu u ndi facimu l’occhji”. Breve riunione del coordinamento, presa di coraggio e via. “Governatùr pensaci tu”. Ed ecco la magia. Alle ore 20 in punto il buon Mimmo viene piazzato in sesta posizione. Utile ancora certo, perché in Calabria, evidentemente, gli Scopelliti and friends hanno certezza scientifica dei loro consensi.
Storie quotidiane di sottomissioni meridionali. Succede così da 150 anni. E pensare che Scopelliti ce l’aveva messa tutta per ridare un filo di dignità e moralità al partito, regalandosi appena qualche giorno fa una Scopelliti buona che, per l’appunto e a dispetto del cognome, non è neanche lontanamente parente. Rosanna, figlia del giudice Antonino Scopelliti ammazzato dalla ‘ndrangheta su ordine di Cosa Nostra nel 1991, è ad honoris cause nelle liste per la Camera al secondo posto. Praticamente con due piedi in Parlamento. Lei, da ingenua inesperta qual è, ha dichiarato felicemente di “voler dare voce alla parte onesta della Calabria ad oggi poco considerata”. E aggiunge, disconoscendo totalmente la sua blindata elezioni, “qualora lo vorranno”.Intanto, per far capire al mondo intero la sua posizione in merito al conflitto di interessi, la Scopelliti buona si licenzia subito dal coordinamento del movimento antimafia “E adesso ammazzateci tutti”.
Ma ritornando all’uomo per tutte le stagioni, ovvero Mimmo “ ‘o responsabile ”, capace in un attimo di offuscare la verginità ritrovata del Pdl calabrese, è davvero troppo facile intuire come lo stesso sia il vero scheletro negli armadi della nascitura Terza Repubblica. Persino più di Dorina Bianchi nota esponente del “PddL” (Partito democratico della Libertà) e nata politicamente per caso nel 2001 all’interno di una lista civetta chiamata niente meno che “Abolizione Scorporo”. Un centro-destra, insomma, che – malgrado alcuni lo pensassero incapace di stupire gli italiani – ha nuovamente stupito il bel Paese, piazzando sul mercato elettorale alcuni personaggi. Più simili a dei bardotti che a dei cavalli di razza.
Angelo De Luca

mercoledì 23 gennaio 2013

Scontro tra due auto quattro feriti

Due automobili si sono scontrate frontalmente lungo la statale 18 Tirrena inferiore, ad Acconia di Curinga.

Scontro tra due auto
quattro feriti
Due automobili si sono scontrate frontalmente lungo la statale 18 Tirrena inferiore, ad Acconia di Curinga. Nell'incidente sono rimaste ferite quattro persone, due delle quali sono state soccorse con l'eliambulanza e portate in ospedale. Sul posto sono intervenuti il personale dell'Anas per la gestione della viabilità ed i carabinieri. Il traffico è temporaneamente deviato sulla viabilità secondaria. (ANSA).